tra due mattoni, un vaso di terracotta.Accolgo oggi la solitudine come forza meravigliosa, come un privilegio, è quasi una meta sudata, non condivisibile, non comprensibile.
Mangio seduta, tranquilla, in comunione con me stessa, nessun ronzare di parole, parole…..il televisore è spento, i miei pensieri bastano.
Gli avvenimenti ci arrivano, basta aprire il cassetto quando è il momento.
Rifiuto l’ordine dei sistemi generali, aborro le feste comandate, basta amare chi ti ama, aiutare chi puoi.
Finalmente riconosco le persone, e la vita mi avvolge di serenità.
Per la felicità farò un abbonamento su famiglia cristiana, nella prossima vita, ma se la reincarnazione è in contrapposizione alla nostra religione, nemmeno l’avrò?
Anzi no, l’ho avuta la felicità…..quando ho visto le mie figlie.
Alcuni hanno un grande sogno nella vita e mancano a quel sogno.
Altri non hanno nella vita nessun sogno, mancano anche a quel sogno.
(F.Pessoa)
L’inquietudine è il motore che sprigiona, spinge i malesseri mentali, e non libera l’anima, la incatena maggiormente a riflessioni cupe, a volte lapidali.
Ho smesso di sognare, perché li ho realizzati tutti i miei sogni, anche quasi, altri in corso….e sorrido, perchè uno spiritello mi mette di fronte scorci di vita passata e futura.
ero così piccola

Domani
All’uscita “valle del salto”, tra monti, lago e odore di castagne, e gente dal sorriso triste, con storie da dire, abbracci da dare, lacrime da soffocare, mura da rifare, mi trovo.
Volti amati da giovani, ora rughe di dolore solcano gli occhi, ancor più marcate se sorridono, dolcemente, quanti anni sono passati, e ripenso ai giri nei boschi, con le spine dei ricci da togliere dalle mani dei nostri bambini, che contenti riempivano di mele piccole e aspre le loro tasche,
ora tocca a Matteo.
qualcuno aveva ancora l ‘asino, ora macchine e trattori nelle cantine, rimesse a nuovo, odore di legna bagnata e di vino aspro, e tanto resta così il sapore, un po’ agretto da strizzare la lingua al palato, e la zia sforna un pane dalla forma dimenticata, con la croce sopra che divide le forme.
E la sera al caminetto, tutti insieme a raccontare.
Celestino non c’è più.
A lui dedico questo mio pensiero

Mi immergo di noi
le mani sul viso cercano le forme
ferme
la dolce emozione si scatena
i capelli ordinati e ora scompigliati
coprono il volto
e i tuoi occhi penetrano l’anima lo stesso
ora sul petto palpitante ascolti
tenero rifugio l’uno dell’altro
sapore di fiocchi di neve sulla pelle
come piccoli brividi
sei speranza
sei certezza
sei piacere
sei il mio profumo di pace
è questo il tuo respiro
Ci sono dei giorni, direi anzi tutti, in cui mi sveglio e ogni cosa è come sempre.
Bene, dico!
Cambiarmi non è una necessità, è un aggiornarmi, non rinnovarmi, guardo come il mio fisico inizia ad invecchiare, e lo accetto quasi compiaciuta, poca lotta contro il mantenimento, quanto basta per starci comoda dentro.
Penso a te.
Da quì, a lì, so ciò che fai, seguo i tuoi passi, cambia il tempo ma noi no, stupirmi sarà difficile, riesci a svegliare l’interesse, emmenomale…..il resto è statico.
La morte mi arrovella ogni tanto i pensieri, quella ti coglie di sorpresa, e quando qualcuno se ne va, all’improvviso, lasciando tutto senza curarsi di come sarà stasera, domani, perché tanto non si torna, mi fa riflettere, sull’esserci ogni giorno, ancora, ma la morte degli altri non dà più valore alla mia vita.
Vivere è poi morire.
Non amo molto parlare con chiunque, mi piace ascoltare, non chiunque, leggere, vedo film, e amo scrivere, lo faccio da quando avevo 14 anni, mucchi di fogli rilegati e sparsi, pensieri, frasi che copiavo e mi sembrava di scriverle nel cielo, racconto la mia adolescenza, il mio primo amore, le figlie, le gioie, il dolore, la scomparsa di papà.
E se mi criticano perchè assomiglio a mio padre, testarda o peggio, io mi sento grande, perchè mio padre lo era.
… tu non sei banale, non sei il feticcio movimento di spesa, dormi, mangia e lavora, sei il fiume che mi attraversa, che mi percorre e mi bagna, ma non mi dai quel che voglio, non puoi, perché io ogni giorno cambio.
Tutto è dentro me
Dal primo istante
Nitido e intenso ogni gesto
Giunto come un dono
L’odore nelle narici ancora
Fatto di buono e tenere promesse
In punta di piedi ti ho spiato
Lentamente scostavo i tuoi capelli
Le morbide labbra baciate
Abbracci caldi
Passi e pasti condivisi
Un gelato a metà
A letto sullo stesso lato
Stretti fino a sudare
E poi il bagno insieme
Morbida schiuma sulla tua schiena
Infinite carezze
Poi iniziasti a volere altro
E vivere oltre
Quante sere senza cena
Senza telefonarti
Non volevi
E sorridendo ti accoglievo fingendo
Ti ho pedinato
Poi ho visto tutto
Non sei più la vita mia
Ma sarai per sempre
La figlia mia
nella mia azienda hanno vietato l'uso della radio.